Carte prepagate pignorabili (2026): cosa si può pignorare e cosa è protetto

A cura di Stefania Montalti | Aggiornato: 15 ottobre 2026
Sì, le carte prepagate si possono pignorare, con o senza IBAN. Il saldo è un credito che hai verso l’emittente (Poste, una banca o un istituto di moneta elettronica): il creditore lo pignora “presso terzi”, come un conto corrente. L’IBAN rende la carta più simile a un conto, ma non la protegge se non ce l’ha. Le tutele riguardano lo stipendio e la pensione accreditati sulla carta (art. 545 del Codice di procedura civile). Le somme già accreditate prima della notifica sono impignorabili fino al triplo dell’assegno sociale: nel 2026 l’assegno sociale è di 546,24 € al mese, quindi la soglia è 1.638,72 €. Per gli accrediti successivi lo stipendio è pignorabile di norma per un quinto, mentre per la pensione resta protetto il doppio dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 €: 1.092,48 € nel 2026.

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Come funziona il pignoramento di una prepagata

Il creditore notifica l’atto di pignoramento a te e all’emittente della carta, che diventa “terzo pignorato” e deve bloccare le somme nei limiti dell’atto. Per i debiti fiscali, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può notificare il pignoramento direttamente all’emittente, senza passare dal giudice. Non conta se la carta ha l’IBAN: conta che tu abbia un saldo presso quell’emittente.

Cosa è protetto nel 2026

Somme sulla cartaCosa è protetto nel 2026Riferimento
Stipendio o pensione già accreditati prima della notificaFino a 1.638,72 € (triplo dell’assegno sociale); il resto è pignorabileArt. 545, comma 8, c.p.c.
Stipendio accreditato dopo la notificaPignorabile di norma un quinto (limiti più bassi o diversi per alcuni crediti, come quelli alimentari e fiscali)Art. 545, comma 4, c.p.c.
Pensione accreditata dopo la notificaImpignorabile il doppio dell’assegno sociale, minimo 1.000 €: 1.092,48 €; sul resto si applicano i limiti di leggeArt. 545, comma 7, c.p.c.
Altri soldi (ricariche, regali, rimborsi)Nessuna protezione specifica: sono pignorabiliPignoramento presso terzi
Assegno sociale e indennità assistenzialiImpignorabiliNatura assistenziale

Le soglie si aggiornano ogni anno con l’importo dell’assegno sociale. Per il 2026 la circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025 lo ha fissato a 546,24 € al mese (era 538,69 € nel 2025). Le tutele valgono se l’origine delle somme (stipendio o pensione) è riconoscibile dagli accrediti.

Stipendio sulla prepagata: cosa sapere

  • Per ricevere lo stipendio serve una carta con IBAN: leggi la guida all’accredito dello stipendio su prepagata.
  • Tieni distinte le somme: se mescoli stipendio, ricariche e altri versamenti è più difficile dimostrare quale parte è protetta.
  • Conserva le buste paga o il cedolino della pensione: ti servono per far valere i limiti.

Domande frequenti

Una carta prepagata senza IBAN si può pignorare?

Sì. Il pignoramento colpisce il credito che hai verso l’emittente della carta, non l’IBAN. Una carta senza IBAN è solo meno simile a un conto, ma il saldo resta pignorabile.

La Postepay Evolution è pignorabile?

Sì, come qualunque prepagata. Se ci accrediti lo stipendio o la pensione valgono le stesse tutele del conto corrente: nel 2026 sono protetti 1.638,72 € delle somme già presenti alla notifica.

Quanto non si può pignorare dello stipendio accreditato sulla carta?

Delle somme da stipendio già presenti al momento della notifica è protetto il triplo dell’assegno sociale, 1.638,72 € nel 2026. Per gli accrediti successivi il creditore può prendere di norma un quinto dello stipendio.

E la pensione?

Per gli accrediti successivi alla notifica resta impignorabile il doppio dell’assegno sociale con un minimo di 1.000 €, cioè 1.092,48 € nel 2026. Le somme già presenti sono protette fino a 1.638,72 €.

Spostare i soldi su una prepagata evita il pignoramento?

No. Le prepagate sono rapporti finanziari come i conti e il saldo è pignorabile. Spostare somme per sottrarle a un creditore può avere anche conseguenze legali.

Cosa faccio se mi pignorano la carta?

Leggi l’atto di pignoramento, controlla che le somme protette (stipendio, pensione) non siano state bloccate oltre i limiti e, se serve, rivolgiti a un avvocato o a un’associazione di consumatori. Le contestazioni hanno termini precisi.

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un avvocato sul tuo caso specifico.

Fonti verificate il 15 ottobre 2026

Sono laureata in Economia e Management e da tanti anni sono appassionata di finanza personale.
Stefania Montalti